Questo lavoro richiede questo: Avere delle persone che credono in quello che vogliono.
Ovvio, se non ci sono i creduloni che seguono questi individui di conseguenza questi programmi sparirebbero dai palinsesti di tutti i canali televisivi.
Questo lavoro richiede questo: Avere delle persone che credono in quello che vogliono.
Ovvio, se non ci sono i creduloni che seguono questi individui di conseguenza questi programmi sparirebbero dai palinsesti di tutti i canali televisivi.
Con Marta la telecomunicazione va tutto bene, con Cleo che ha al suo fianco il profumo antisfiga, va tutto sottosopra. Altro che antisfiga, gli porta male ed è costretto ad arronzare la sua cliente.
Satana sta conquistando il mondo! La gente si allontana sempre di più dalla religione! E’ la fine! Chi ci salverà da questa società ormai alla frutta? Ovvio, Cleo con la sue indiscusse doti di arti magiche con la partecipazione straordinaria della sua assistita, nonchè moglie, Marta. C’è da fidarsi?
Cleo pubblicizza un gruppo di preghiera presente sul noto social network Facebook, un gruppo avente più di 20000 adepti costantemente attaccato da disturbatori/zizzaniatori.
Quando c’è bisogno di una mano al lavoro di Cleo, ci pensa Marta (si dice che sia sua moglie). Qui il duo è alle prese con una tale Anna di Salvator Rosa, la quale non riesce a pronunciare correttamente il nome del santone, dice CleI. La signora è anche un po’ presa dal panico appena entra in diretta, dice che le va tutto storto e Cleo coglie la palla al balzo per pubblicizzare il suo profumo antisfiga di cui abbiamo parlato la settimana scorsa. Notate poi la colonna sonora che la regia manda in onda, un tipo di musica che sembra tratta da un programma di cartomanzia di Gennaro D’ Auria. Non manca, infine, il sacro e il profano, un segno di croce prima del consulto di cartomanzia, in questo caso, senza carte!!! Gran finale, Cleo ha delle percezioni!!! Sente che Continua a leggere »
L’ italiano notoriamente approssimativo del Santone di Avella influenza anche lo staff del suo programma televisivo, in questo video vediamo le scritte in sovraimpressione scritte in modo alquanto sgrammaticato.
Ringraziamo il Rospo della bocca larga per averci segnalato questo video presente sul suo blog.
Cleo, Il santone di Avella, alle prese con la vendita di un improbabile portafortuna. Nome più ridicolo, trash e pacchiano non poteva trovare: “antisfiga”, il che la dice lunga sulla sua attendibilità. Il profumo antisfiga è anche un ottimo deodorante per la casa e, per chi ci crede, tiene lontane le negatività. Insomma, una versione moderna del cornicello, quadrifoglio, ferro di cavallo e affini.
In questo video il ciarlatano Cleo, conosciuto anche come Santone di Avella, al secolo Clemente Verdicchio. Tenta di accaparrarsi nuovi clienti, comincia col fornire il suo numero di cellulare, asserisce di essere in grado di risolvere i problemi, di creare legamenti d’amore in soli 35 giorni con la magia orientale e di accettare pagamenti anche in comode rate, addirittura rilascerebbe anche regolare ricevuta con chissà quale motivazione fiscale. Ah poi asserisce di non essere un ciarlatano!!!
State lontano da questo elemento.
Molto tempo fa ho letto su un sito il racconto di un tipo che raccontava di come tempo fa il Santone di Avella sia stato sbattuto in galera. Il sito dove lessi il post non lo ricordo, ma più o meno c’era scritto che Cleo aveva organizzato una serata ad offerte libere, ma non inferiori alle cinquemila lire, per aiutare i bambini del Ruanda perchè a quei tempi c’era un gran parlare dei guai in questa parte dell’Africa. Dopo un pò ha organizzato un’altra serata stavolta per i bambini dell’Uganda perchè probabilmente non si ricordava più la prima scusa che si era trovato. Altre persone sborsarono soldi. La terza volta all’ingresso sul cartello scritto a mano presumibilmente dal santone in persona si leggeva che quella sera l’evento raccoglieva fondi per i bambini del RUGANDA. E fu così che qualcuno tra i partecipanti cominciò a sentir puzza di presa per i fondelli e da lì a breve Cleo Clemente Verdicchio venne ingabbiato dietro le sbarre per bene. Calcolate un pò quanto si è guadagnato per tre sere con una media – dice il tipo del post – di duemila persone ogni volta per non meno di cinquemila lire e tutto alle spalle dei bambini africani. E dicono che sia da quella volta che si è cambiato il nome. Il bello è che una volta in diretta ha detto che al paese suo, Santa Maria a Vico, quando vedono i suoi manifesti li strappano subito e non si sa spiegare il perchè. Forse perchè ancora si chiedono dove caspita sia sto Ruganda. Mah, chissà se Continua a leggere »
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